Il sacro monte Fuji
Una delle catene secondarie del massiccio
centrale è chiamata Alpi Giapponesi per la maestosità del
paesaggio; sono numerose anche le sorgenti termali e le zone vulcaniche
che emettono gas. Sul territorio giapponese sorgono ancora circa 200 vulcani,
una cinquantina dei quali tuttora attivi.
Le pianure giapponesi si trovano principalmente
lungo i corsi inferiori dei fiumi maggiori, sugli altopiani lungo i versanti
più bassi delle catene montuose e sui terreni pianeggianti che costeggiano
il mare. Le pianure più estese sono sull'isola di Hokkaido. L’Honshu
ha diverse grandi pianure, quella di Osaka e la pianura del Kanto.
La costa del Pacifico è molto frastagliata,
in conseguenza dell'azione erosiva delle maree e dei violenti uragani costieri.
La costa occidentale di Kyushu è la parte più irregolare
della costa giapponese. La costa orientale sopra Tokyo presenta poche insenature
navigabili, ma a sud della Baia di Tokyo si trovano molte baie e molti
porti naturali, fra i migliori del Giappone.
La costa occidentale delle isole del Giappone
è relativamente rettilinea.
Suolo, Clima, mare:
Il suolo delle piccole pianure giapponesi
è molto fertile, anche a causa dell’origine vulcanica.
Il clima è nel complesso favorevole.
Esso è il risultato dell’azione di fattori diversi. Il primo è
la latitudine: il Giappone si estende dall’altezza delle Alpi a quella
della Libia e presenta quindi una notevole varietà climatica. Il
secondo è la presenza del mare, che attenua i rigori invernali.
Il terzo è l’assenza di siccità. In estate il monsone porta
da sud abbondanti piogge (e spesso anche tifoni), in inverno il vento freddo
che proviene dalla Siberia si carica di umidità passando dal mare
e rovescia, specie al nord, nevi abbondanti. Hokkaido e il nord di Honshu
hanno inverni freddi e lunghi e la neve copre buona parte del territorio.
La parte centrale di Honshu ha un clima
più temperato. Nella parte meridionale e nelle altre due isole le
estati sono calde e umide, quasi subtropicali e gli inverni sono miti.
Il 67% del territorio giapponese è
coperto da foreste, assai diversificate a seconda della latitudine: dalla
foresta boreale a nord fino a quella tropicale a sud.
Infine, l’incontro di forti correnti marine,
calde e fredde, genera lungo le coste giapponesi un ambiente particolarmente
favorevole alla fauna acquatica. In più il mare fornisce loro alghe
commestibili, perle e coralli.
Queste risorse hanno permesso per secoli
la sopravvivenza di una popolazione numerosa su un territorio non volto
vasto.
L’agricoltura e la pesca:
Solo il 12% del territorio giapponese è
coltivabile. La coltivazione è intensiva e non si spreca un solo
pollice di terreno utile.
Alla scarsità di terreni coltivabili
si è cercato di ovviare (un po’ come in Olanda) con la polderizzazione;
cioè riempiendo e prosciugando bacini di mare per conquistarli alle
coltivazioni.
La fertilità dei suoli di origine
vulcanica permette una grande varietà di prodotti. Inoltre, l’ampio
uso della ricerca scientifica contribuisce a fare dell’agricoltura giapponese
una delle più progredite del mondo.
Si coltivano: riso (che è dedicata
più della metà della superficie coltivabile), canna da zucchero,
orzo e seta. L’allevamento dei bovini non è diffuso, mentre lo è
quello dei suini.
Molto più importante è invece
la pesca. Per la quantità di pesca il Giappone è al primo
posto nel mondo. Molto pesce viene allevato anche nei laghi e negli stagni.
Si può dire che non ci sia oceano e mare nel quale la flotta giapponese
non sia presente e attiva.
Una curiosità, che distingue il Giappone
dagli altri paesi industrializzati, è che i contadini, grazie a
una politica di favori, hanno redditi assai più elevati.
Popolazione:
Nonostante la sua grandezza e il suo terreno
coltivabile il Giappone ha una popolazione che è più del
doppio di quella italiana, oltre 125 milioni.
È una società industriale
urbana di cui più di tre quarti della popolazione vive in aree metropolitane.
La densità è di 334 abitanti per km2.
Le minoranze etniche sono costituite da:
coreani, cinesi e Ainu.
I problemi:
I problemi ambientali del Giappone sono
soprattutto quelli associati ai Paesi più industrializzati. Le concentrazioni
di anidride solforosa si sono significativamente ridotte in conseguenza
delle normative ambientali, ma gli ossidi di azoto, che contribuiscono
alla formazione delle piogge acide, sono ancora un problema. La qualità
dell'acqua è migliorata, ma molte riserve idriche superano tuttora
i limiti accettati di potabilità.
L'aumento dei rifiuti domestici negli anni
’80 è stato fra i più alti al mondo e il Giappone si trova
a fronteggiare una grave mancanza di luoghi da adibire a discariche. Il
Giappone può anche vantare una fra le economie più efficienti
dal punto di vista dello sfruttamento dei combustibili, ma continua a produrre
quasi il 5% delle emissioni globali di gas che causano l'effetto serra.
Il Giappone è afflitto da un altro
problema. Trovandosi in una delle zone più instabili della Terra
viene colpito da violenti terremoti.
Altrettanto frequenti sono i maremoti, che
sono provocati da movimenti sismici del fondo marino, che generano onde
anomale che si abbattono con conseguenze catastrofiche sulla riva.
Infine c’è un’altra difficoltà,
la ridotta quantità dei suoli coltivabili e la popolazione numerosa
fanno si che il Giappone non raggiunga l’autosufficienza alimentare, e
debba importare circa ¼ del suo fabbisogno.
Religione:
In Giappone ci sono due religioni, lo Scintoismo
e il Buddhismo, che vengono seguite
dall’84% della popolazione; la parte rimanente segue altre religioni.
I giardini imperiali a Kyoto
Territorio:
Le isole dell'arcipelago, tutte prevalentemente montuose, sono di
origine vulcanica; sono la cima di una catena montuosa parzialmente sommersa
che si estende da nord a sud, parallelamente alle coste, arrivando in molti
punti a lambirne i bordi. Nelle isole si trovano circa venti vulcani attivi.
Le montagne costituiscono la spina dorsale delle
isole minori e sono la loro principale caratteristica morfologica, mentre
quelle maggiori, in particolare Luzon, vantano un paesaggio diversificato
con ampie pianure e piatte e fertili vallate all'interno. Nella
parte settentrionale di Luzon si trova la valle del fiume Cagayan, una
pianura circondata dalle montagne. La
costa sudoccidentale è caratterizzata dai monti Zambales mentre
a sud-est di Luzon sorge una stretta catena montuosa chiamata Caramoan
Peninsula. L'isola più grande delle Filippine dopo Luzon è
Mindanao, dove sorgono i Monti Diuata che lambiscono la costa del Pacifico.
Nel gruppo montuoso a sud di Mindanao si trova
il Monte Apo, la cima più elevata delle Filippine.
Clima:
Le Isole Filippine si trovano nella
fascia dei tropici e hanno una temperatura annua media di 27°C circa.
Le vallate interne e le zone sottovento delle isole hanno un clima più
caldo rispetto alle pendici montane, alle vette e alle zone sopravvento.
La piovosità media in pianura è molto alta. Nella
maggior parte delle Isole Filippine la stagione delle piogge è strettamente
legata al regime dei monsoni estivi quando il vento soffia da sud-ovest.
La stagione secca è invece sottoposta al regime dei monsoni invernali,
quando il vento spira da nord-est. Infine le Filippine vengono talvolta
colpite da tifoni, che possono causare danni anche molto gravi.
Agricoltura: Nel settore primario è impiegato circa il 41% della popolazione attiva delle Filippine. La produzione agricola destinata all'esportazione comprende zucchero di canna, tabacco, banane, manghi, ananas e papaya. L'agricoltura fornisce inoltre, riso, mais e patate dolci. Discretamente sviluppato è l'allevamento dei bufali e dei bovini, oltre a quello degli animali da cortile, delle capre e dei suini.
Risorseforestaliepesca: Il manto forestale dell'arcipelago copre quasi il 37% dell'intera estensione territoriale e fornisce grandi quantità di legname; viene inoltre coltivato il bambù, utilizzato principalmente per la costruzione di mobili. La pesca è un settore notevolmente sviluppato. Nelle isole più meridionali dell'arcipelago viene praticata anche la tradizionale pesca delle spugne.
Popolazione: Le Filippine hanno una popolazione complessiva di 65 milioni di abitanti, con una densità di 218 persone per km2. La distribuzione della popolazione varia da isola a isola e la maggiore concentrazione è nelle città, dove vive circa il 43% degli abitanti del paese.
Problemi: Nelle Filippine esiste una grande biodiversità: ci sono novemila specie di piante, delle quali il 43% appartiene unicamente a questo Paese. La deforestazione, indotta da fenomeni quali l'aumento della popolazione, la migrazione verso le regioni montane e la colonizzazione agricola, ha comportato una riduzione del patrimonio forestale nazionale del 46 %, con conseguenti gravi danni ambientali, quali erosione del suolo, insabbiamenti e inondazioni. Infine è molto intensa l'attività sismica e vulcanica, con frequenti terremoti ed eruzioni degli oltre venti vulcani attivi.
Religioni: Circa l'84% dei filippini è di religione cattolica; più del 6% appartiene alla Chiesa indipendente delle Filippine; i musulmani sono circa il 4%.