| Il pensiero di Seneca mi sembra anche troppo chiaro,
ed è che, per conservare la salute fisica e mentale, bisogna curare
il proprio corpo senza gravarlo di fatiche inutili che fiaccano lo spirito. Attualmente si possono riscontrare, a mio parere, essenzialmente tre categorie di persone: i fanatici del fitness, che nella eccessiva cura del proprio corpo vedono una rivincita della partita persa con la realtà e con se stessi; coloro che seguono la pratica del "in medio stat virtus", a cui spero di appartenere; e quelli a cui poco importa del proprio corpo. Credo che Seneca non abbia colto il senso ludico ed agonistico, in poche parole sportivo, della pratica sportiva, e che, credendo di essere "in medio" sia in realtà ad un estremo, appunto quello di valutare l'attività fisica come fine a se stessa, ponendo sullo stesso piano sportivi e culturisti. Propongo quindi a chi è estraneo al campo sportivo di evitare di dare giudizi su ciò che non conoscono e che non vogliono neanche conoscere. |