
Le proposte contenute in questa sezione mirano a
favorire il raggiungimento, da parte dellalunno, di una
specifica finalità: rimotivare linteresse nei confronti
del processo di scrittura, mediante lelaborazione di testi
creativi, da sviluppare individualmente o a piccoli gruppi, a
partire da un vincolo. Proprio la presenza del vincolo
costituisce una sollecitazione e al contempo una provocazione nei
confronti della capacità ideativa ed anche un elemento che
orienta lattenzione dello studente verso un controllo più
rigoroso delle operazioni da compiere per svolgere il compito
proposto.
Nonostante la componente intuitiva e spontaneistica, implicata
dallo svolgimento di compiti che possiedono una indubbia valenza
ludica, il discente deve comunque mettere alla prova anche le
proprie competenze linguistiche e riorganizzare le conoscenze
teoriche in precedenza apprese, durante la fase di addestramento
alla pratica dellanalisi testuale.
Nella tabella, a seguito riportata, sono pertanto riassunte le attività
da svolgere e gli obiettivi didattici relativi a ciascuna
di esse.
Alcune attività, comprese nel percorso, sono corredate da una
esemplificazione, nellintento di rendere esplicite le
modalità esecutive riferite a consegne piuttosto vincolanti.
Le esemplificazioni mancano invece per quanto concerne consegne
meno vincolanti, laddove la pianificazione testuale presuppone il
ricorso a risorse riconducibili allimmaginario e alla
fantasia individuale.
Tipologia |
Attività |
Obiettivi |
Proposte operative |
|
Trasformare un testo, sostituendo di volta in volta tutte le parole appartenenti ad una medesima categoria. | Potenziare la
competenza morfo-sintattica. |
P1 |
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Ampliare una strofa o un testo, aggiungendo altri elementi. | Potenziare competenze di grammatica testuale. | P2 |
| Rielaborare in forma versificata un testo in prosa mediante la cancellazione di parole o frasi. | Potenziare il riconoscimento degli elementi indispensabili alla coerenza e coesione testuale. | P3 | |
| Elaborare strofe con inserimento di parole obbligate a fine verso. | Potenziare la capacità di elaborare un contenuto testuale pertinente a scelte lessicali obbligate. | P4 | |
| Adeguare
liconografia delle parole al messaggio. |
Potenziare la capacità di enfatizzare lefficacia comunicativa del messaggio mediante la trattazione grafica dei caratteri. | P5 | |
| Modificare un testo, sostituendo il maggior numero possibile di parole con gli antonimi corrispondenti. | Potenziare le competenze lessicali e semantiche. | P6 | |
| Elaborare
più intrecci sulla scorta di variabili date ed elementi
comuni. |
Potenziare la capacità di produrre un intreccio coerente a partire da elementi vincolanti della struttura narrativa. | P7 | |
| Redigere una
scena dialogata tra personaggi della tradizione
narrativa. |
Potenziare la capacità di strutturare un testo narrativo coerente, combinando fra loro contenuti e situazioni ascrivibili allenciclopedia personale. | P8 | |
| Elaborare un testo a partire da una sequenza obbligata. | Potenziare labilità di sviluppare le sequenze di un intreccio ordinato, a partire da un incipit obbligato. | P9 | |
| Elaborare un testo in funzione di un epilogo obbligato. | Potenziare labilità di sviluppare le sequenze di un intreccio ordinato, in funzione di un epilogo obbligato. Potenziare labilità di sviluppare le sequenze di un intreccio ordinato, in funzione di un epilogo obbligato. | P10 |
Trasforma la poesia di Fernando Pessoa,
sostituendo di volta in volta tutte le parole appartenenti ad una
medesima categoria (ex.: verbi, sostantivi, aggettivi, pronomi,
ecc...).
Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
che arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero sente.
E quanti leggono ciò che scrive,
nel dolore letto sentono proprio
non i due che egli ha provato,
ma solo quello che essi non hanno.
E così sui binari in tondo
gira, illudendo la ragione,
questo trenino a molla
che si chiama cuore. (Fernando Pessoa, Autopsicografia,
trad. A.Tabucchi, Adelphi, Milano 1979)
Il cronista è un sognatore.
Sogna così completamente
che gioca a sognare che è verità
la verità che davvero racconta.
E quanti ascoltano ciò che dice,
nella verità udita rifiutano proprio
non le due che egli ha inventato,
ma solo quella che essi non capiscono.
E così sui canali in onda
oscilla, imbrogliando la memoria,
questo cavallo a dondolo
che è la suggestione.
Amplia lepigramma di Marziale,
aggiungendo altri elementi in modo da duplicare o triplicare il
numero dei versi.
Coppe di cristallo
Se hai paura di romperle le rompi:
la mano sbaglia per trascuratezza
o per troppa attenzione.
(Marziale, Apophoreta, trad. C.Vivaldi, Newton, Roma 1973)
Se anche tu, ospite mio gradito, hai paura di
romperle,
le coppe belle di lucido cristallo trasparente,
proprio allora le rompi: nellafferrarle in fretta
rozza e sbadata la mano sbaglia
per trascuratezza e malavoglia
oppure per troppa attenzione
in un eccesso di rispetto
verso il tuo rinomato commensale.
Mediante la cancellazione di parole o
frasi, rielabora in forma versificata, il testo in prosa, sotto
riportato, eliminando le voci verbali di modo finito e assegnando
al nuovo testo un titolo.
La passeggiata al mulino fu incantevole. Era un angolo della
natura degno di Corot, soprattutto a mezzogiorno, lora in
cui ci andarono con la freschezza del verde, lombra
raccolta sotto i grandi alberi, e ogni sorta di gorgoglio
dellacqua corrente che fugge, riluce fra il muschio e le
pietre porta e sparge nellaria il fresco del
fogliame,dellerba, attraverso cui correvano cantando. Il
mulino era di unaltezza pittoresca, con la sua vecchia
costruzione in pietra secolare, la sua ruota enorme, semicorrosa,
coperta di erbacce, immobile sulla gelida limpidezza
dellacqua scura. (Da José Maria Eça de Quiroz, Al
mulino, da Linea dombra, anno XV n. 128,
Settembre/Ottobre 1997)
Un angolo della natura
La freschezza del verde
lombra raccolta
lacqua corrente
fra muschio e pietre,
il fresco del fogliame.
Laltezza pittoresca
la sua ruota enorme,
coperta di erbacce,
immobile, sulla gelida
limpidezza dellacqua scura.
Incantevole
la passeggiata al mulino.
Costruisci due quartine in versi liberi. I versi della prima quartina devono concludersi con le seguenti parole: notte, cuore, petali, suoni. Nella seconda quartina lordine delle parole sarà inverso.
Stupefatto nella notte
ascoltando il tuo cuore
che spalanca i suoi petali,
respiro incredulo i suoni.
E fra tanti dolci suoni
il profumo di petali
sale soffice dal cuore,
mentre sboccia la notte.
Componi una poesia visiva incentrata sul tema della solitudine, sottolineando il contenuto che vuoi esprimere, mediante disposizione, dimensione, stile e corpo dei caratteri grafici.

Varia il testo, tratto dal racconto di
Franco Vegliani, Come la mucca Ilaria amò dun amore
ideale e fu, per esso condannata alla morte, sostituendo il
maggior numero possibile di parole con altre di significato
opposto.
[...] Dolce è sulla pianura la primavera.
Si arricciano le nuvole candide sulle vette dei pioppi
allorizzonte, e nei campi i grani maturano carezzati dal
vento. Va il fiume gonfio dellacqua dei remoti ghiaccai, e
lungo le cavedagne gli alberi di marene curvano i rami al troppo
peso dei frutti. I papaveri colorano i prati di colore sanguigno.
[...]
(Da Franco Vegliani, Storie di animali, Sellerio,
Palermo 1991)
Triste è sotto le montagne
lautunno.
Si distendono le ombre nere alle radici dei pioppi in primo
piano, e sotto terra i semi marciscono infracidati
dallacqua.
Sarresta il fiume povero dacqua di vicine pianure, e
lungo i fossi i cespugli di pruni levano gli spini leggeri. I
crisantemi imbiancano la terra come la neve.
Elabora cinque racconti, attendendoti ai
vincoli indicati nella tabella sotto riportata.
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| Racconto n°1 | In una camera
dalbergo. |
Specchio Tappeto Libro |
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| Racconto n°2 | Nellarco di 30 minuti. |
Specchio Tappeto Libro |
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| Racconto n°3 | Il killer e la presunta vittima | Specchio Tappeto Libro |
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| Racconto n°4 | Specchio Tappeto Libro |
Ostacolo da superare. | ||||
| Racconto n°5 | Specchio Tappeto Libro |
Scena |
Redigi una scena dialogata tra due personaggi della tradizione narrativa, ad esempio, la Monaca di Monza e Pinocchio, prendendo spunto dal testo di Luigi Malerba sotto riportato.
Il brusio della folla dei cortigiani in attesa
riempiva il salone della reggia di Pechino [...]
Un altro colpo di gong annunciò lingresso di Turandot che
venne accolta con un nuovo brusio della folla [...]
Nel silenzio che seguì le parole solenni di Turandot, emerse
improvvisamente la voce nasale e grossolana di Bertoldo.
"Chi vuol tenere la casa monda non tenghi polli né
colomba".
Il Mandarino inteirvenne severo a quella sortita inopportuna.
"Che cosa vai dicendo straniero?".
"Gnente gnente, ho sentito parlare di purità e ho detto un
mio proverbio sulla pulità o pulizia della casa".
"Veramente la Principessa Turandot parlava della purità del
cuore".
"E io parlavo di quella della casa, vostra licenza, signor
Mandarino, ovvero portugal".
"Mi hai chiamato Portugal? Non capisco, straniero, io sono
un Mandarino".
"Fra mandarino e portugal la differenza è poca. Sono per
noi la stessa frutta mangereccia". [...]
Turandot pronunciò con voce solenne il primo enigma.
"Straniero, ascolta!, nella cupa notte vola un
fantasma iridescente. Sale, dispiega lale sulla nera
infinita umanità. Tutto il mondo lo invoca, tutto il mondo lo
implora! Ma il fantasma sparisce con laurora per rinascer
nel cuore! E ogni notte nasce e ogni giorno muore!".
Bertoldo cercò di prendere tempo.
"Intanto che metto in moto il cevello per mettere in moto il
vostro indovinello, sapete voi dirmi, cara Turandot qual è la
cosa più sfacciata che ci sia?"
Il mandarino lo redarguì.
"Invece di fare delle domande ti conviene rispondere a
quella che ti ha fatto Turandot se non vuoi perdere la
testa".
"è un gioco, no? e allora se giocate voi perché non posso
giocare io? [...]
Turandot pronunciò con voce solenne il secondo enigma.
"Guizza al pari di fiamma, e non è fiamma! è talvolta
delirio! è tutta febbre! febbre di impeto e ardore!
linerzia lo tramuta in un languore! Se ti perdi o trapassi
si raffredda! Se sogni la conquista, avvampa, avvampa! Ha una
voce che trepido tu ascolti, è del tramonto il vivo
bagliore!".
Bertoldo ride sgnagherato
"Ah, ah, ah! Facilissimo! Facilissimo, cara Turandot!".
"E allora rispondi!"
Bertoldo ride ancora.
"Ah, ah, ah! Vogliamo passare al terzo indovinello e questo
lo diamo per indovinato?"Il Mandarino intervenne ancora per
ordinare a Bertoldo di non perdere tempo.
"Non cercare di guadagnare tempo con i tuoi
sotterfugi!".
"Se il tempo si potesse guadagnare io sarei ricco".
"Allora qual è la tua risposta?"
"Una robba rossa come il tramonto ..."
Turandot insistette.
"Parla straniero!"
"Fra poco dormiremo nello stesso letto, cara Turandot!"
"No! Non mi avrai mai!"
"Ma come? Ho già imbroccato due indovinelli!"
Il Mandarino lo rimproverò.
"Non hai ancora dato la risposta per il secondo".
"Te lho detto che è una robba rossa come il tramonto,
sangue di ... "
"Sangue! Hai indovinato!"
"Sangue di Giuda, lo dicevo che era facilissimo"
Voci e commenti si diffusero nel salone.
(Luigi Malerba, Bertoldo e Turandot, in Avventure, Il
Mulino, Bologna 1997)
Elabora un testo narrativo a partire dalla
sequenza sotto riportata, tratta dal racconto di Giorgio
Manganelli, Aspettando gli alieni.
Qualche giorno fa un mercoledì assolato e irrequieto, un mio
giovane amico e scrittore ebbe una esperienza che si può
definire con molti aggettivi, anche simultaneamente: buffa,
significativa, drammatica, rivelatoria, risibile. Si trovava in
via Veneto e notò un assembramento attorno ad unedicola:
volti attenti, perplessi, tesi. Si avvicinò e vide quel che gli
altri vedevano, lesse quel che tutti leggevano. [...]
(Da Giorgio Manganelli, Aspettando gli alieni,
in Leggere, anno X, settembre 1997, n°90)
Elabora un testo narrativo in funzione dellepilogo sotto
riportato, tratto dal racconto di Ersi Sotiropulos, Caiale.
[...] Si sentiva meravigliosamente bene. Un mondo armonioso
lavviluppava come unaureola di luce. Tutto era molto
chiaro: una serata fortunata seguiva ad un pomeriggio delizioso.
Ogni cosa si trovava al suo posto e non cera bisogno che
qualcuno la spostasse mai più.
Erano tutti e tre in piedi chini su di lei e aspettavano. Scostò
un poco la sedia. La mano le tremava nel prendere la matita. Poi,
in maniera più decisa, cominciò a disegnare lanimale
partendo dalla piccola coda arricciata.
(Ersi Sotiropulos, Caiale, da Linea dombra,
anno XV n. 128, Settembre/Ottobre 1997)